Prima di installare: le app di ArtCraft sono in fase alpha, cioè funzionano ma hanno ancora errori e mancanze, e il team lo scrive per primo. Provale su copie dei tuoi file, non sugli originali, e non buttare via Adobe per un lavoro che ha una scadenza. Scaricale solo dal sito ufficiale o da GitHub.

A fine settembre 2026 uno sviluppatore di Atlanta ha cominciato a riscrivere da capo, uno dopo l'altro, sette programmi che chi lavora con la grafica conosce a memoria: Photoshop, Illustrator, Premiere Pro, Lightroom, Acrobat, After Effects e InDesign. Nessuna riga del codice di Adobe, nessun abbonamento, codice sorgente pubblico su GitHub. Il lavoro l'ha fatto in buona parte un'intelligenza artificiale, Claude Opus 5.5 di Anthropic, guidata da lui e poi da qualche centinaio di volontari arrivati da tutto il mondo.

Il risultato si chiama ArtCraft, o meglio Crafting Apps: sette applicazioni gratuite, ognuna con un nome che finisce in «Craft», che in poche settimane hanno raccolto decine di migliaia di stelle su GitHub e fatto il giro delle testate di tecnologia. In questa guida spieghiamo cosa sono, chi c'è dietro, come sono state costruite e quanto sono pronte, con i numeri che il team stesso pubblica. E abbiamo messo le mani su PdfCraft, l'alternativa ad Acrobat: le schermate che trovi più sotto le abbiamo fatte noi, con un PDF di prova.

In breve

  • ArtCraft è un gruppo di sette app gratuite e open source che rifanno Photoshop, Illustrator, Premiere Pro, Lightroom, Acrobat, After Effects e InDesign, per Windows, macOS, Linux e il browser.
  • Le ha avviate Brandon Thomas, fondatore di Storyteller.ai e FakeYou, scrivendole in Rust con l'aiuto di Claude Opus 5.5: il primo commit è del 30 settembre 2026, le prime versioni sono uscite dopo pochi giorni.
  • Sono tutte in fase alpha (DesignCraft ancora pre-alpha): secondo le stime del team, quanto a «pronte per il lavoro vero» vanno dal 45% di PhotoCraft ed EffectCraft al 62% di VectorCraft.
  • PdfCraft, che abbiamo provato, legge, organizza, unisce, commenta, oscura, protegge e firma i PDF, anche in italiano; non modifica ancora bene il testo che c'è già e non converte da e verso Word.
  • Si scaricano solo da getartcraft.com o dalle pagine di GitHub del team: attorno al progetto sono spuntati molti siti con nomi simili che non sono ufficiali.

Cos'è ArtCraft e chi lo sviluppa

Il nome crea un po' di confusione, perché indica due cose. ArtCraft, in senso stretto, è uno studio per creare immagini e video con l'intelligenza artificiale: il team lo chiama «l'IDE per gli artisti», cioè un ambiente dove si compone la scena in 2D e in 3D, si mettono in posa i personaggi, si sceglie l'inquadratura e solo alla fine si fa generare l'immagine da modelli come Nano Banana Pro o GPT Image. Questa parte usa crediti a pagamento ed è il prodotto con cui l'azienda si mantiene.

Le Crafting Apps sono invece i programmi gratuiti di cui parliamo qui, pubblicati dallo stesso team sotto l'organizzazione storytold su GitHub. Ognuna sta in piedi da sola, si installa da sola e ha il suo repository, la sua roadmap e le sue versioni. Sul sito ufficiale, getartcraft.com/apps, sono presentate insieme, e un'app apposta, l'ArtCraft Launcher, le installa e le aggiorna tutte.

Dietro c'è Brandon Thomas, ingegnere del software di Atlanta, che su GitHub firma come echelon. Prima di ArtCraft ha fondato Storyteller.ai e FakeYou, una piattaforma di voci sintetiche, e prima ancora ha lavorato come sviluppatore in Square, la società dei pagamenti. Le versioni per Windows e macOS sono firmate digitalmente a nome di Learning Machines, la società di Atlanta che pubblica le app: è il nome che Windows mostra come editore quando le installi, e serve a verificare che il file arrivi davvero da loro.

Oggi però le app non sono più il lavoro di una persona sola. Il team si presenta come una comunità di artisti, con un server Discord dove si segnalano errori e si chiedono funzioni, e su GitHub ogni app ha centinaia di persone che hanno contribuito con almeno una modifica: oltre 500 per PhotoCraft, circa 350 per PdfCraft.

Come sono nate: Rust, Claude e un mese di lavoro

La storia si legge direttamente nella cronologia dei repository, che è pubblica. Il primo commit di PdfCraft porta la data del 30 settembre 2026 e un messaggio che dice molto: «one-shot first ver», prima versione fatta in un colpo solo. Lo stesso giorno partono PhotoCraft, VectorCraft, FilmCraft e LightCraft; EffectCraft e DesignCraft il giorno dopo. La prima versione installabile di PdfCraft, la 0.1.0, esce il 2 ottobre. Il 25 ottobre sono già arrivate alle versioni dalla 0.13 alla 0.17: per PdfCraft quindici rilasci in ventiquattro giorni, quasi uno ogni due giorni.

Tutte e sette sono scritte in Rust, un linguaggio nato per programmi veloci e sicuri nella gestione della memoria, senza Electron e senza pagine web travestite da applicazione: l'interfaccia è disegnata con egui, una libreria grafica scritta in Rust, e in molte delle app le immagini le calcola la scheda video. Lo stesso codice gira su Windows, macOS e Linux e, compilato in WebAssembly, dentro il browser; alcune app funzionano anche su FreeBSD.

La parte che ha fatto più rumore è chi ha scritto quel codice. Nei commit compare come coautore Claude Opus 5.5, il modello di Anthropic: nella cronologia di PdfCraft lo abbiamo contato in 951 commit su 3.087, quasi uno su tre, e accanto compaiono altri modelli Claude e, in qualche decina di casi, Codex di OpenAI. Le roadmap del progetto misurano perfino il lavoro che manca in «ore di un agente Opus 5.5», calcolate sui pull request già chiusi. Non è un programma scritto «dall'AI da sola»: le persone decidono cosa fare, controllano, scrivono i test e correggono; il modello scrive gran parte delle righe.

AppPrimo commitCommit al 26/10Versione al 25/10
PdfCraft30 settembre3.0870.14.0
PhotoCraft30 settembre6.3010.16.0
VectorCraft30 settembre5.7870.17.0
FilmCraft30 settembre2.4240.13.0
LightCraft30 settembre3.9260.14.0
EffectCraft1 ottobre2.5540.17.0
DesignCraft1 ottobre3.2720.13.0

Dati letti da noi nella cronologia pubblica dei repository GitHub il 26 ottobre 2026. In totale fanno più di 27.000 commit in meno di quattro settimane.

Il team insiste su un punto: è un lavoro in «clean room», a stanza pulita. Per PdfCraft il README spiega che il comportamento del programma viene dalla norma ISO 32000, quella che definisce il formato PDF, e dall'osservazione dall'esterno dei programmi esistenti, «mai dal codice di altri»; per PhotoCraft si parla di specifiche pubbliche e comportamento osservato. In PdfCraft anche icone, caratteri e immagini hanno licenze libere, elencati uno per uno in un file apposta, con autore e fonte. Torneremo sulle questioni legali più avanti.

Le sette app in una tabella

Ecco la mappa: quale programma Adobe ha nel mirino ogni app, a che punto dice di essere e dove trovarla. I nomi portano alla scheda dettagliata più sotto.

AppAlternativa aPer fare cosaStadio
PdfCraftAdobe AcrobatLeggere, organizzare, commentare, firmare e proteggere i PDFAlpha
PhotoCraftAdobe PhotoshopFotoritocco a livelli, maschere, testo, file PSDAlpha
VectorCraftAdobe IllustratorIllustrazione vettoriale, loghi, posterAlpha
FilmCraftAdobe Premiere ProMontaggio video, colore e audioAlpha
LightCraftAdobe Lightroom ClassicArchivio foto e sviluppo dei RAWAlpha
EffectCraftAdobe After EffectsAnimazioni, titoli ed effetti visiviAlpha
DesignCraftAdobe InDesignImpaginazione di riviste, libri, brochurePre-alpha

Le sette app di Adobe non sono le uniche. Il launcher ufficiale elenca tredici programmi: oltre a questi ci sono WordCraft, GridCraft e DeckCraft, che rifanno Word, Excel e PowerPoint e a cui abbiamo dedicato una guida a parte, e poi CADCraft per il disegno tecnico in 2D e 3D, SoundCraft per registrare e mixare l'audio e FigCraft per progettare interfacce e prototipi.

PdfCraft, l'alternativa gratuita ad Acrobat: la nostra prova

Fra le sette, PdfCraft è quella che riguarda più persone: un PDF da firmare, due file da unire, una pagina da girare o da togliere capitano a tutti, non solo a chi fa grafica. Il team la presenta come «il banco di lavoro dei PDF»: un lettore e un editor che funziona senza account, senza telemetria e senza cloud, con i documenti che non lasciano mai il computer.

Per provarla abbiamo scaricato dalla pagina ufficiale dei rilasci la versione 0.14.0 per il web, uscita il 25 ottobre, controllato che il file fosse identico a quello dichiarato (l'impronta SHA-256 pubblicata dal team) e l'abbiamo aperta nel browser. Dentro abbiamo caricato un PDF di quattro pagine creato apposta, con titoli, una tabella, un grafico, testo su due colonne e una scheda da compilare: nomi e numeri sono inventati. Tutte le schermate di questa sezione vengono da lì. Non abbiamo ritoccato niente, a parte il ritaglio di quelle delle finestre.

In italiano da sola: PdfCraft ha preso la lingua dal browser e si è aperta in italiano, senza toccare niente. La lingua si sceglie anche a mano in Menu, Modifica, Preferenze: ce ne sono una trentina, dal giapponese all'arabo. La traduzione italiana è quasi completa; qualche voce secondaria, come «Page templates» nel pannello delle pagine, è ancora in inglese.

Leggere, cercare e navigare un documento

All'apertura PdfCraft mostra tre zone: a sinistra il pannello «Tutti gli strumenti», al centro la pagina, a destra l'Ispettore con i segnalibri. Il nostro PDF aveva i segnalibri generati da Chromium, e il programma li ha letti al primo colpo, con la struttura annidata e il numero di pagina accanto a ogni voce. Tabella e grafico sono resi puliti, con i caratteri nitidi anche ingrandendo: le pagine grandi vengono disegnate a tasselli, così il testo resta definito a qualunque zoom.

PdfCraft in italiano con la seconda pagina del PDF di prova aperta: una tabella delle richieste per canale e un grafico a barre, il pannello Tutti gli strumenti a sinistra e i segnalibri a destra
La finestra principale di PdfCraft 0.14.0: strumenti a sinistra, pagina al centro, segnalibri del documento a destra. Clicca per ingrandire.

La ricerca scorre il documento mentre scrivi e il testo selezionato esce nell'ordine giusto di lettura, anche con le colonne, le lingue scritte da destra a sinistra e il cinese o il giapponese in verticale. Ci sono la vista continua, la pagina singola, le due pagine affiancate, lo schermo intero e una modalità lettura senza distrazioni. Un dato sulla solidità: il team ha provato PdfCraft sui 983 PDF di prova del progetto pdf.js, molti dei quali volutamente difettosi, e dichiara che 963 si aprono e si vedono correttamente, senza un solo blocco del programma.

Organizzare le pagine, unire e dividere i file

«Organizza pagine» mostra tutte le pagine come carte su un tavolo. Si selezionano con un clic, con Ctrl+clic o con Maiuscole+clic, e poi si ruotano, si eliminano, si spostano, si inseriscono pagine bianche o prese da un altro file. Nella nostra prova Ctrl+A ha selezionato le quattro pagine in un colpo e in alto è comparso «4 pagine selezionate». Dallo stesso pannello si dividono i documenti, si aggiunge la numerazione Bates usata negli studi legali, si ritagliano le pagine e si cambiano le etichette di pagina (i, ii, 1, 2…).

Il pannello Organizza pagine di PdfCraft con le quattro pagine del documento come miniature, tutte selezionate, e le opzioni Inserisci, Sostituisci, Dividi e Numerazione Bates a sinistra
«Organizza pagine» con le quattro pagine selezionate: si ruotano, si eliminano o si spostano tutte insieme, e ogni passaggio si annulla con Ctrl+Z.

«Combina file» unisce quanti PDF vuoi in uno solo e crea un segnalibro per ogni file di partenza, con i suoi segnalibri dentro. «Dividi» spezza un documento ogni tot pagine o prima delle pagine che scegli, «Estrai» copia le pagine selezionate in un file nuovo. Il team sottolinea che per strada non si perde niente: i link interni vengono ricollegati, i moduli restano compilabili, gli allegati seguono le pagine. E i salvataggi non riscrivono il file da capo: le modifiche vengono aggiunte in coda, così i byte originali restano intatti, e la scrittura avviene su una copia temporanea che poi prende il posto del file. Se il programma si chiude all'improvviso, alla riapertura propone di recuperare il lavoro.

Commenti, evidenziatore e note adesive

Il pannello «Aggiungi commenti» elenca gli strumenti con un'etichetta verde «Pronto» accanto a quelli che funzionano già: nota adesiva, evidenziatore, sottolineato, barrato, sottolineatura ondulata, casella di testo, disegno a mano libera, rettangolo, ovale, linea e freccia. Due voci, la nuvola e il timbro, hanno invece la sigla della tappa in cui arriveranno (M5). È un dettaglio che apprezziamo: il programma dice da solo cosa sa fare e cosa no.

PdfCraft con due righe di testo evidenziate in giallo nella copertina del PDF di prova e una nota adesiva con il testo Controllare i dati di settembre; a sinistra l'elenco degli strumenti di commento con l'etichetta Pronto
Evidenziatore e nota adesiva sulla copertina del documento di prova. Accanto a ogni strumento, «Pronto» oppure la tappa in cui arriverà.

Abbiamo evidenziato due righe trascinando il mouse sul testo: il giallo si è adattato alle righe, non a un rettangolo approssimativo. Poi abbiamo lasciato una nota adesiva, «Controllare i dati di settembre», firmata «Guest» perché non avevamo impostato un nome. I commenti si leggono come conversazioni, con le risposte in fila sotto il primo messaggio, e a ognuno si può cambiare lo stato: comodo quando un documento passa di mano in mano.

Oscurare i dati personali e proteggere con la password

Per chi manda documenti fuori dall'ufficio, è forse la parte più utile. Un rettangolo nero disegnato sopra un nome non basta: chiunque può spostarlo, o copiare il testo che sta sotto. L'oscuramento vero, quello di «Oscura un PDF», quando lo applichi toglie il contenuto dal file. Si può oscurare a mano testo e immagini, intere pagine, oppure cercare una parola e oscurarla dappertutto, anche con un elenco di parole o con schemi già pronti, come i numeri di telefono. Nello stesso pannello c'è la funzione che ripulisce il documento da metadati e informazioni nascoste prima di mandarlo.

La finestra Trova testo e oscura di PdfCraft con la frase Officina Esempio da cercare, le opzioni Solo parole intere e Maiuscole/minuscole e lo schema Numeri di telefono
«Trova testo e oscura»: cerca una frase, o uno schema come i numeri di telefono, e la toglie da tutto il documento.
La finestra Proteggi con password di PdfCraft con la scelta tra Visualizzazione e Modifica, due campi password compilati e l'indicazione Complessità: Forte
«Proteggi con password»: per aprire il file o solo per modificarlo, con l'indicatore di robustezza della password.

PdfCraft gestisce tutte le cifrature previste dallo standard PDF, dalla vecchia RC4 a 40 bit fino ad AES-256, comprese le password con lettere accentate. Si può chiedere la password per aprire il documento o solo per modificarlo, e mentre la scrivi il programma ne giudica la robustezza: con «esempio-2026» ci ha dato «Complessità: Forte». I documenti cifrati restano cifrati anche dopo le modifiche, con le stesse chiavi. La cifratura con certificato digitale, quella che si usa negli scambi tra uffici pubblici e aziende, è invece ancora da fare: è segnata per la tappa M8.

Compilare i moduli e firmare

«Compila e firma» serve per i moduli che non hanno campi interattivi: si aggiunge testo, una spunta, una croce, un punto, una linea o la data dove serve. Per la firma ci sono quattro modi: scriverla da tastiera, che PdfCraft trasforma in una calligrafia corsiva, disegnarla col mouse o col dito, caricarla da un'immagine oppure acquisirla da scanner. Noi abbiamo scritto «Mario Rossi», un nome di fantasia, e questo è il risultato.

La finestra Crea firma di PdfCraft con le schede Digita, Disegna, Immagine e Scansiona e il nome Mario Rossi trasformato in una firma corsiva
«Crea firma»: scritta, disegnata, da immagine o da scanner. Il nome è di fantasia.
La tavolozza dei comandi di PdfCraft nel tema scuro, aperta con Ctrl+K: cercando pagin compaiono Pagina singola, Copia pagine, Ruota pagine, Taglia pagine, Oscura pagine, Estrai pagine, Numera pagine ed Elimina pagine
La tavolozza dei comandi (Ctrl+K) nel tema scuro: scrivi «pagin» e trovi tutto quello che riguarda le pagine.

Va detto con chiarezza cosa vuol dire «firmare» qui. Applicare l'immagine della propria firma è la firma che usiamo per un modulo o una ricevuta. La firma digitale con certificato, quella con valore legale pieno in Italia, è un'altra cosa: PdfCraft gestisce le firme digitali di base, ma i dispositivi di firma (le chiavette e le smart card) e la validazione a lungo termine sono tra le cose che il team indica come ancora deboli. Per un atto o un contratto firmato digitalmente, oggi resta più sicuro il software del proprio fornitore di firma.

Stampa, tema scuro e tavolozza dei comandi

La finestra di stampa è sorprendentemente completa per un programma di un mese: oltre alle scelte di sempre (pagine, copie, adatta alla pagina, orientamento) ha le schede Poster, per stampare una pagina grande su più fogli, Più pagine per foglio, Opuscolo, per piegare i fogli a libretto, ed Etichetta. Nella versione web la stampa passa dalla finestra del browser.

La finestra Stampa di PdfCraft nel tema scuro con le schede Dimensione, Poster, Più pagine per foglio, Opuscolo ed Etichetta e l'anteprima della copertina del PDF
La finestra di stampa, con poster, più pagine per foglio, opuscolo ed etichette. Qui nel tema scuro.

Il tema chiaro e quello scuro seguono le impostazioni del sistema. Lo scuro non si limita a invertire i colori dell'interfaccia: la pagina resta bianca, come deve, e tutto intorno si spegne, cosa che di sera si apprezza. Con Ctrl+K, infine, si apre la tavolozza dei comandi: si scrive cosa si vuole fare e compare l'elenco degli strumenti e dei comandi, con la scorciatoia accanto quando c'è. Accetta sia il nome italiano sia quello inglese, comodo quando si segue un tutorial in inglese.

PdfCraft nel tema scuro con la terza pagina del PDF di prova: il capitolo Cosa abbiamo fatto con il testo su due colonne e l'elenco Prossimi passi
Il tema scuro: l'interfaccia si spegne, la pagina resta bianca. Il testo su due colonne è reso fedelmente.

Cosa non fa ancora: il catalogo e i limiti dichiarati

Aprendo «Tutti gli strumenti» a schermo intero si vede il catalogo completo, diviso in gruppi: Crea e modifica, Revisione e confronto, Moduli e firme, Proteggi e standardizza e così via. Ogni strumento non ancora pronto porta la sua etichetta: «Modifica un PDF», per esempio, è «Pianificato · M7».

Il catalogo Tutti gli strumenti di PdfCraft diviso in Crea e modifica, Revisione e confronto e Moduli e firme, con Modifica un PDF segnato come Pianificato M7
Il catalogo completo degli strumenti. «Modifica un PDF», cioè cambiare il testo che c'è già, è ancora pianificato.

Il README del progetto è altrettanto onesto. A ottobre 2026 il team dichiara di avere il 57% delle funzioni che misura rispetto ad Acrobat Pro, ma il 94% di quelle essenziali. Tradotto in prontezza: circa il 55% per il lavoro di tutti i giorni (leggere, commentare, compilare e firmare moduli, organizzare le pagine), il 49% su tutti i flussi professionali, il 66% per chi usa solo le funzioni base. Ecco cosa manca o è ancora debole, secondo il team:

  • Modificare il testo che c'è già in modo affidabile, soprattutto in cinese, giapponese, coreano e nelle lingue da destra a sinistra.
  • Conversione da e verso Office: non crea PDF da documenti Word o Excel, e l'esportazione in .docx perde l'impaginazione. È la prima cosa della lista dei lavori.
  • OCR, il riconoscimento del testo nelle scansioni, solo per l'alfabeto latino.
  • Firme con dispositivo e validazione online a lungo termine, verifiche di prestampa (Preflight), standard PDF/X e PDF/UA, moduli XFA completi.
  • Il disegno delle pagine è ancora affidato a una libreria esterna, hayro, mentre il team costruisce il proprio motore.

Va aggiunto che le prove di robustezza con file costruiti apposta per mandarlo in crisi trovano ancora blocchi e rallentamenti, corretti uno alla volta. Per un uso personale non è un problema; per aprire PDF che arrivano da sconosciuti, un lettore maturo resta la scelta prudente.

Per chi lavora con l'AI: riga di comando e server MCP

C'è una parte di PdfCraft che Acrobat non ha e che dice molto di come è stato costruito. Ogni funzione del programma si può usare anche senza interfaccia, da un programma a riga di comando, pdfcraft-cli: unire, estrarre, dividere, ruotare, leggere il testo di una pagina, compilare i moduli. E c'è un server MCP, il protocollo con cui assistenti come Claude usano strumenti esterni: collegato all'assistente, permette di chiedergli «evidenzia in questo PDF tutte le righe con il totale» e lasciare che lo faccia. Il server è spento finché non lo attivi tu, non apre porte di rete e si può limitare a una sola cartella. Per uno studio che tratta molti PDF uguali è un modo per automatizzare il lavoro che fino a ieri richiedeva software costosi.

Come scaricare PdfCraft

La strada più semplice è la pagina di PdfCraft sul sito ufficiale. Chi vuole un formato preciso lo trova nell'ultimo rilascio su GitHub, dove c'è anche il file SHA256SUMS.txt con l'impronta di ogni file, per controllare che nessuno l'abbia modificato.

SistemaCosa scaricareDa sapere
WindowsInstaller .msi (x64, ARM64 o 32 bit) oppure versione portatile .zipFirmati digitalmente. L'installer chiede i permessi di amministratore e aggiunge al menu del tasto destro dei PDF la voce per aprirli in PdfCraft; la portatile gira anche da chiavetta USB
macOS.dmg universale (Apple Silicon e Intel)Firmato e autenticato da Apple
LinuxAppImage, Flatpak, .deb, .rpm o archivio .tar.gzServe almeno Ubuntu 22.04, Debian 12 o Fedora 36; ci sono anche le versioni ARM64
FreeBSDArchivio .tar.gzSolo x86_64
WebArchivio pdfcraft-web .zipUn sito statico da mettere su qualunque spazio web: il programma gira nel browser, i file restano sul computer

Se hai bisogno di togliere un programma dal PC dopo averlo provato, qui spieghiamo come disinstallare programmi e app su Windows 11.

Le altre sei app, una per una

Per ognuna trovi a cosa serve, i punti di forza che il team rivendica, i limiti che dichiara e i link ufficiali. Le percentuali sono le stime che ogni progetto pubblica nella sua roadmap: le spieghiamo nella sezione successiva.

1

PhotoCraft

Alternativa a Photoshop · fotoritocco
  • Stadioalpha
  • Pronta per il lavoro verocirca 45% (stima del team)
  • Versione al 25/100.16.0
  • Fileapre e salva i PSD a livelli
  • SistemiWindows, macOS, Linux, FreeBSD, web
  • LicenzaMIT o Apache-2.0

È l'app più seguita del gruppo, quella che ha portato ArtCraft sui giornali. L'obiettivo dichiarato è che chi conosce Photoshop si trovi a casa: menu, pannelli, strumenti e scorciatoie sono dove le mani se li aspettano. Sotto c'è un compositore che lavora sulla scheda video e filtri che usano tutti i core: il team scrive che una sfocatura gaussiana di raggio 180 su una foto da 3,6 megapixel richiede meno di un secondo.

La parte più concreta è la compatibilità con i file PSD: apre, modifica e salva documenti a livelli, e risalvando i 309 file di prova della libreria psd-tools ne riproduce correttamente 307. Ci sono sedici livelli di regolazione (Curve, Livelli, Bianco e nero, Miscelatore canale, Tonalità/saturazione e gli altri), gli stili di livello come ombre, bagliori e smussi, le selezioni intelligenti come «Seleziona soggetto», che girano sul computer senza cloud, il testo modificabile, le forme vettoriali e i filtri con l'anteprima sulla tela.

Da sapere: mancano le funzioni generative con l'AI, 12 dei 68 strumenti di Photoshop secondo il conteggio del team, parte della tipografia avanzata e i plug-in. Il team lo scrive in chiaro: non sostituisce ancora Photoshop per il lavoro professionale di tutti i giorni.

Per chi: chi ritocca foto per hobby o per i social, chi deve aprire un PSD ricevuto senza avere Photoshop, chi lavora su Linux.

2

VectorCraft

Alternativa a Illustrator · grafica vettoriale
  • Stadioalpha
  • Pronta per il lavoro verocirca 62% (stima del team)
  • Versione al 25/100.17.0
  • FileSVG, PDF, EPS; .ai in parte
  • SistemiWindows, macOS, Linux, FreeBSD, web
  • LicenzaMIT o Apache-2.0

Secondo le stime del team è la più avanti delle sette. Dei sei flussi di lavoro principali (disegno e modifica dei tracciati, colore e aspetto, testo, livelli e tavole da disegno, stampa, scambio dei file) i primi cinque funzionano dall'inizio alla fine, con salvataggio e riapertura; l'ultimo solo in parte. Ci sono la penna con le vere maniglie di Bézier, il Pathfinder per combinare le forme, le fusioni dinamiche, la rivoluzione 3D con l'ombreggiatura vettoriale, la griglia prospettica, la trama di sfumatura, la distorsione con involucro e più tavole da disegno nello stesso file.

Nel repository c'è una cartella di esempi, poster e illustrazioni costruiti interamente attraverso i comandi del programma, gli stessi che un assistente AI può usare via MCP: un buon modo per vedere di cosa è capace prima di installarlo.

Da sapere: i file .ai di Illustrator in certi casi si aprono con i livelli sbagliati e non si possono salvare di nuovo con i dati di modifica di Illustrator; su alcuni computer il programma non parte. Sono i punti che il team deve chiudere per arrivare alla beta.

Per chi: chi disegna loghi, icone e poster e lavora in SVG o PDF, senza dover scambiare file .ai con studi che usano Illustrator.

3

FilmCraft

Alternativa a Premiere Pro · montaggio video
  • Stadioalpha
  • Pronta per il lavoro verocirca 56% (stima del team)
  • Versione al 25/100.13.0
  • CodecH.264, HEVC, ProRes e AAC scritti da zero
  • SistemiWindows, macOS, Linux, web
  • LicenzaMIT o Apache-2.0

Un programma di montaggio non lineare con quello che un montatore si aspetta: monitor sorgente e programma, contenitori con le miniature, timeline a più tracce, gli spazi di lavoro Montaggio, Assemblaggio, Colore, Effetti e Audio. Ci sono il montaggio a tre punti, tutti i tipi di rifilo (ripple, roll, slip, slide), marcatori colorati, annidamento e annullamento illimitato con la cronologia.

Sotto il cofano, la scelta più ambiziosa: i codec H.264, HEVC, ProRes e AAC sono scritti in Rust a partire dalle specifiche pubbliche, e dentro non c'è FFmpeg, la libreria su cui si appoggiano quasi tutti i programmi video. Il colore si lavora in luce lineare a 32 bit con un pannello completo (correzione di base, curve, ruote del colore, correzione secondaria, vignettatura) e i diagrammi d'onda calcolati sull'immagine già corretta. Il tempo è contato in unità così piccole che 23,976 e 29,97 fotogrammi al secondo sono esatti, non approssimati. Un registro di recupero scritto circa un secondo dopo ogni modifica salva il lavoro anche se manca la corrente.

Da sapere: non apre ancora i progetti .prproj di Premiere, cosa che il team considera necessaria per la beta. Il catalogo delle funzioni è quasi completo (86%), la profondità no.

Per chi: chi monta video per YouTube o i social e vuole un'alternativa gratuita da seguire mentre cresce.

4

LightCraft

Alternativa a Lightroom Classic · sviluppo dei RAW
  • Stadioalpha
  • Pronta per il lavoro verocirca 61% (stima del team)
  • Versione al 25/100.14.0
  • RAWdecodifica l'83% dei modelli supportati da Adobe
  • SistemiWindows, macOS, Linux, web
  • LicenzaMIT o Apache-2.0

Una camera oscura completa in un'app sola, con archivio delle foto e sviluppo non distruttivo: gli originali non vengono mai toccati. Ogni cursore passa da una catena di elaborazione a 32 bit in virgola mobile con gamma di colori estesa, pensata perché le alte luci sfumino come sulla pellicola e le ombre si aprano senza aloni. Ci sono esposizione, contrasto, luci, ombre, bianchi e neri con la mappatura locale dei toni, bilanciamento del bianco con il contagocce, vividezza che protegge i toni della pelle, miscelatore a otto bande, ruote di color grading, texture, chiarezza, rimozione foschia, vignettatura e grana.

È anche la più avanti nel conteggio delle funzioni, con l'81,6% delle 532 voci della lista di confronto. Sui formati RAW il team è preciso: l'83% dei modelli di fotocamera supportati da Adobe si decodifica, ma solo il 38% è stato verificato a fondo.

Da sapere: restano da sistemare i colori di molte fotocamere, i formati CR3, ORF e alcuni NEF compressi, il database degli obiettivi, le maschere automatiche su soggetto e cielo e lo scambio dei file XMP con Lightroom.

Per chi: fotografi appassionati che vogliono sviluppare i RAW senza abbonamento, purché la loro fotocamera sia tra quelle già verificate.

5

EffectCraft

Alternativa ad After Effects · animazioni ed effetti
  • Stadioalpha
  • Pronta per il lavoro verocirca 45% (stima del team)
  • Versione al 25/100.17.0
  • Effetti306
  • EsportaProRes, HEVC, AV1, WebM, GIF, Lottie
  • LicenzaMIT o Apache-2.0

Per titoli animati, grafica in movimento e compositing: si costruisce una composizione con livelli di testo, forme, filmati e altre composizioni, si animano le proprietà con i fotogrammi chiave e si sovrappongono gli effetti, che sono già 306. Pannelli e scorciatoie seguono le convenzioni di chi fa motion design.

In tre punti il team ha voluto andare oltre: importa ed esporta le animazioni Lottie, il formato usato su siti e app, senza plug-in; salva i progetti in un file JSON leggibile, che si confronta bene nelle versioni; non usa FFmpeg, perché la codifica video e audio è scritta in Rust, in parte condivisa con FilmCraft.

Da sapere: non apre ancora i progetti .aep di After Effects, nemmeno quelli dei tutorial, e la fedeltà dei risultati è stata misurata una volta sola. Il team avverte che la piattaforma più provata è macOS: su Windows e Linux alcuni utenti hanno trovato problemi già nelle interazioni di base.

Per chi: chi crea piccole animazioni per il web con Lottie, e chi vuole imparare il motion design senza abbonamento.

6

DesignCraft

Alternativa a InDesign · impaginazione
  • Stadiopre-alpha, vicina all'alpha
  • Pronta per il lavoro verocirca 47% (stima del team)
  • Versione al 25/100.13.0
  • FileIDML in entrata e in uscita, INDD in entrata
  • SistemiWindows, macOS, Linux, web
  • LicenzaMIT o Apache-2.0

Per impaginare riviste, libri e brochure: pagine affiancate e pagine mastro, cornici di testo collegate, stili di paragrafo e di carattere, tabelle, testo che gira attorno alle immagini. La cura maggiore è sulla tipografia: le righe si spezzano con l'algoritmo Knuth-Plass, lo stesso di TeX, con sillabazione da dizionario, allineamento ottico dei margini e griglia di base, e le interruzioni sono identiche sullo schermo e nel PDF.

Il formato del programma è documentato e aperto, legge e scrive l'IDML di InDesign e apre i file .indd. Il lavoro delle ultime settimane è andato su arabo, cinese e giapponese e sull'esportazione in PDF/A-2b, quella per l'archiviazione. Il repository contiene una rivista d'esempio impaginata interamente dal programma.

Da sapere: è l'unica ancora in pre-alpha. Il team stimava il passaggio all'alpha a poche ore di lavoro, legato ad alcune correzioni sulle cornici di testo principali.

Per chi: chi impagina un notiziario o un catalogo ogni tanto, e chi ha bisogno di aprire un file InDesign senza abbonamento.

Quanto sono pronte: i numeri del team

Ogni app pubblica nella sua roadmap due numeri diversi, e capirne la differenza è il modo migliore per non farsi illudere. La copertura delle funzioni dice quante voci di menu, strumenti, effetti e formati del programma Adobe esistono anche nell'alternativa. La prontezza per il lavoro vero è una stima di quanto l'app possa sostituire l'originale su progetti reali, tenendo conto di profondità, correttezza, compatibilità dei file, velocità e stabilità.

AppFunzioni presentiPronta per il lavoro veroPer chi usa solo le basi
PdfCraft57% (94% delle essenziali)~49%~66%
PhotoCraft~76%~45%~61%
VectorCraft~88%~62%n.d.
FilmCraft~86%~56%~60%
LightCraft81,6%~61%~65%
EffectCraft~91%~45%~52%
DesignCraftn.d.~47%n.d.

Stime pubblicate dal team nelle roadmap e nei README ufficiali, aggiornate tra il 10 e il 25 ottobre 2026; «n.d.» dove il progetto non dà il numero nello stesso formato. Sono autovalutazioni, non prove indipendenti.

Il quadro è chiaro: quasi tutte le funzioni ci sono, ma funzionano a metà. Gli stessi documenti calcolano anche quanto manca alla beta, misurato in ore di lavoro di un agente AI: per PhotoCraft tra 1.100 e 1.800 ore, per VectorCraft tra 170 e 270, per FilmCraft tra 400 e 700. Gran parte di quel lavoro si può fare in parallelo con più agenti e più persone, il che spiega perché le versioni escono così in fretta. I primi a provarle hanno trovato le stesse cose: Creative Bloq ha raccontato i problemi incontrati nell'uso, Digital Trends ha osservato che promettere la parità con sette programmi Adobe è molto più che pubblicare sette buoni punti di partenza.

Come installarle senza rischi

Ci sono tre strade, tutte gratuite e senza account.

1

Dal sito ufficiale, app per app

La più semplice

Su getartcraft.com/apps ogni app ha la sua pagina con il pulsante per scaricarla. È la strada che il team consiglia a chi le prova per la prima volta: il sito riconosce il sistema operativo e propone il file giusto.

2

Con l'ArtCraft Launcher, tutte insieme

Comoda

Il launcher ufficiale è una piccola app che elenca le tredici app della famiglia, mostra quali hai e in che versione, installa quella giusta per il tuo sistema e il tuo processore e ti avvisa quando esce un aggiornamento. Prima di installare controlla ogni file con l'impronta SHA-256 pubblicata nel rilascio. Può restare nella barra dei menu o nell'area di notifica.

3

Da GitHub, scegliendo il formato

Per esperti

Nella pagina «Releases» di ogni repository ci sono tutti i formati: installer e versione portatile per Windows, DMG per macOS, AppImage, Flatpak, .deb e .rpm per Linux, la versione web. Chi programma può anche compilarle dal codice: serve una versione recente di Rust.

Attenzione ai siti non ufficiali

Il successo improvviso ha prodotto un effetto collaterale che vale la pena conoscere: cercando «ArtCraft» o «PdfCraft» si trovano decine di siti con nomi simili, guide, «download ufficiali», versioni «online». Nei README del team l'unico sito indicato è getartcraft.com, insieme alle pagine di GitHub dell'organizzazione storytold e al server Discord. Domini come artcraftsuite.org, artcraftweb.net o craftsuite.net non compaiono da nessuna parte nei documenti ufficiali: non c'è modo di sapere chi li gestisce né cosa contengano i file che offrono.

La regola è la stessa di sempre per il software gratuito: si scarica dal produttore. Su Windows, un'app autentica mostra come editore Learning Machines nella finestra che chiede i permessi. Se hai dubbi su un file già scaricato, un buon antivirus aiuta: ecco la nostra guida al miglior antivirus gratis per Windows 11.

Gratis davvero? Cosa si paga

Le sette app sono gratuite e lo restano: il codice è pubblicato con doppia licenza MIT o Apache-2.0, a scelta di chi lo usa. Sono licenze permissive: chiunque può usare i programmi anche per lavoro, studiarne il codice, modificarlo e ridistribuirlo, anche in prodotti commerciali, mantenendo le note di copyright. Non serve un account e, almeno per PdfCraft, il team dichiara nessuna telemetria: il programma non manda dati d'uso da nessuna parte.

Si paga, se la si usa, la parte di intelligenza artificiale generativa dello studio ArtCraft, che funziona a crediti con abbonamenti mensili: è il modo in cui l'azienda finanzia lo sviluppo delle app gratuite. Sono due cose separate: le Crafting Apps si installano e si usano senza abbonamento. Fa eccezione il marchio: il nome e i loghi di ArtCraft non sono open source, e chi crea una versione modificata delle app deve toglierli.

Le questioni legali: clean room, marchi e somiglianze

Rifare un programma da capo, partendo da specifiche pubbliche e dall'osservazione del suo comportamento, è una pratica antica e in generale lecita: negli anni Ottanta i primi PC compatibili nacquero da un BIOS riscritto in questo modo, e da decenni lavora così Wine, che fa girare i programmi di Windows su Linux. ArtCraft dichiara di non aver usato codice Adobe e scrive in ogni repository di non essere affiliata ad Adobe né approvata da Adobe.

Il terreno scivoloso, secondo i commentatori, è un altro: quanto le app somigliano agli originali. La promessa è che chi conosce Photoshop trovi tutto al suo posto, e menu, pannelli e scorciatoie molto simili possono attirare contestazioni sull'aspetto commerciale del prodotto o sui brevetti, di cui Adobe ha un portafoglio enorme. Qualcuno ha fatto notare anche nomi di pannelli presi pari pari dai programmi Adobe. Nelle settimane dopo il lancio, per quanto riportano le testate che hanno seguito il caso, Adobe non ha commentato pubblicamente né avviato azioni legali note.

Per chi usa le app il rischio pratico è basso: il codice è suo per licenza e resta disponibile anche se il progetto dovesse cambiare strada. Chi le vuole introdurre in azienda farà bene a seguirne l'evoluzione, come per qualunque progetto così giovane.

ArtCraft o le alternative open source già mature?

Per ogni programma Adobe esiste da anni almeno un'alternativa gratuita e collaudata. ArtCraft punta a imitare da vicino l'esperienza di Adobe, le altre hanno un'interfaccia loro ma decenni di correzioni alle spalle. Ecco il confronto.

Al posto diArtCraftAlternativa maturaIn due parole
PhotoshopPhotoCraftGIMPGIMP è collaudato e ha moltissimi plug-in e script; PhotoCraft somiglia di più a Photoshop e punta ad aprire i PSD con più fedeltà
IllustratorVectorCraftInkscapeInkscape è maturo e ottimo con l'SVG; VectorCraft ha menu e strumenti alla Illustrator
Premiere ProFilmCraftKdenliveKdenlive è stabile e completo per YouTube e social; FilmCraft è più ambizioso ma giovane
Lightroom ClassicLightCraftdarktabledarktable ha anni di supporto alle fotocamere alle spalle; LightCraft è più immediato per chi viene da Lightroom
AcrobatPdfCraftOkularOkular legge e annota i PDF da anni; PdfCraft fa molto di più (unire, oscurare, proteggere, firmare)
After EffectsEffectCraftBlenderBlender è un mondo, 3D compreso, con una curva ripida; EffectCraft ragiona come After Effects
InDesignDesignCraftScribusScribus è la scelta collaudata per stampare; DesignCraft legge i file di InDesign

Tutte le alternative della terza colonna sono gratuite e open source e funzionano su Windows, macOS e Linux.

Per lavorare oggi, con una scadenza, le alternative mature sono la scelta più sicura. ArtCraft ha due vantaggi che le altre non hanno: chi viene da Adobe non deve reimparare dove stanno le cose, e i file di Adobe (PSD soprattutto, ma anche IDML e INDD) si aprono meglio. Se usi Linux o stai pensando di passarci, nella guida Windows 11 o Linux Ubuntu trovi cosa cambia anche per i programmi di grafica.

Per chi ha senso oggi (e per chi no)

  • Sì, prova subito: chi deve unire, dividere, firmare o oscurare un PDF ogni tanto e non vuole pagare Acrobat (PdfCraft fa già bene queste cose); chi ritocca foto per hobby; studenti e appassionati che vogliono imparare su strumenti simili a quelli professionali; chi usa Linux, dove Adobe non c'è.
  • Sì, ma accanto ad Adobe: freelance e piccoli studi che vogliono capire se fra qualche mese potranno disdire un abbonamento. Tenete i due programmi in parallelo e provate ArtCraft sui lavori senza scadenza.
  • Non ancora: chi lavora tutti i giorni con Photoshop, Premiere o After Effects per i clienti, chi scambia file .ai, .prproj o .aep con altri studi, chi ha bisogno della firma digitale con certificato o della prestampa professionale.

In ufficio la domanda giusta è spesso un'altra: quali programmi servono davvero, a chi, e quanto costano in un anno. Se gestisci i PC di una piccola azienda e vuoi fare ordine tra abbonamenti, licenze e programmi gratuiti, è il tipo di lavoro che facciamo con il servizio di assistenza IT per le aziende. E per chi vuole imparare a usarli bene, a Roma teniamo corsi di informatica su misura.

Conclusioni

ArtCraft è uno dei progetti software più sorprendenti del 2026: sette alternative ai programmi di Adobe nate in un mese, scritte in gran parte da un'intelligenza artificiale guidata da persone, gratuite e con il codice aperto. I numeri che il team stesso pubblica dicono che quasi tutte le funzioni ci sono e che metà del lavoro vero resta da fare: non sono ancora programmi su cui scommettere un lavoro per un cliente, e il team è il primo a dirlo.

PdfCraft, che abbiamo provato, è la più utile da subito per chiunque: legge bene, organizza le pagine, unisce e divide, commenta, oscura i dati, protegge con la password e firma, in italiano e senza account. Per le altre vale la pena metterle da parte e riprovarle fra qualche mese, perché la velocità con cui crescono è la vera notizia. La parte Office, cioè WordCraft, GridCraft e DeckCraft, le alternative a Word, Excel e PowerPoint, l'abbiamo provata nella seconda guida: ArtCraft per Office, alla prova con i nostri file.

Adobe, Acrobat, Photoshop, Illustrator, Premiere Pro, Lightroom, After Effects e InDesign sono marchi di Adobe. ArtCraft è un marchio dell'ArtCraft Team; PdfCraft, PhotoCraft e gli altri nomi delle app appartengono ai rispettivi titolari. Questa guida è indipendente: non è affiliata né sponsorizzata da Adobe o da ArtCraft. Le schermate sono state fatte da noi con PdfCraft 0.14.0 (versione web ufficiale, licenza MIT o Apache-2.0) su un PDF di prova creato da noi; non mostrano loghi di terzi.

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