Valido per: tutte le edizioni di Windows 11 (Home e Pro), incluse le build più recenti 24H2 e 25H2. I requisiti minimi non cambiano tra le edizioni: cambia solo qualche funzione avanzata riservata a Pro.

Se ti stai chiedendo se il tuo PC può passare a Windows 11, la risposta più veloce è: scarica lo strumento gratuito PC Health Check di Microsoft, avvia il controllo, e in meno di un minuto saprai se hai un Windows 11 PC compatibile o cosa manca. Qui sotto trovi la lista completa dei requisiti minimi Windows 11, spiegati in modo pratico, e cosa fare se il tuo PC risulta incompatibile.

In breve

  • Processore: 1 GHz o più, almeno 2 core, 64-bit, presente nella lista CPU approvate da Microsoft.
  • RAM: almeno 4 GB. Archiviazione: almeno 64 GB liberi.
  • TPM 2.0 e Secure Boot (UEFI) attivi: i due requisiti che bloccano più PC del previsto.
  • Verifica in un minuto con PC Health Check, l'app gratuita ufficiale Microsoft.

I requisiti minimi ufficiali, in tabella

Questi sono i requisiti minimi Windows 11 pubblicati da Microsoft, aggiornati alla release 25H2 di dicembre 2025. Sono gli stessi da quando Windows 11 è uscito: cambia solo, periodicamente, la lista dei processori considerati ufficialmente supportati.

ComponenteRequisito minimo
Processore1 GHz o superiore, 2 o più core, compatibile 64-bit
Memoria RAM4 GB o superiore
Archiviazione64 GB o più di spazio disponibile
Scheda graficaCompatibile DirectX 12, driver WDDM 2.0
FirmwareUEFI, con Secure Boot abilitabile
SicurezzaTPM versione 2.0
Schermo9" o superiore, risoluzione HD (720p)

Non solo potenza, anche compatibilitàUn processore potente ma troppo vecchio può comunque risultare incompatibile: Microsoft mantiene una whitelist ufficiale di famiglie di CPU supportate, indipendentemente dalle prestazioni pure.

Come verificare la compatibilità in un minuto

Il modo più affidabile è usare PC Health Check, l'app gratuita ufficiale di Microsoft pensata proprio per questo controllo.

  1. Scarica PC Health Check dalla pagina ufficiale delle specifiche Windows 11 (link più sotto).
  2. Installa e avvia l'app: non serve creare account o inserire dati.
  3. Premi il pulsante di verifica: il controllo impiega pochi secondi.
  4. Se il PC non è compatibile, l'app indica esattamente quale requisito manca (es. TPM non attivo, processore non supportato), non solo un generico "no".

Cosa significano davvero questi requisiti

Elencare CPU, RAM e TPM non basta se non si capisce a cosa servono. Ecco cosa cambia in pratica per te.

Il processore: non solo velocità

La cifra "1 GHz, 2 core" da sola dice poco: quasi ogni PC degli ultimi dieci anni la supera. Il vincolo reale è la lista di famiglie di CPU approvate: per Intel si parte dall'ottava generazione (Coffee Lake) in poi, per AMD dai Ryzen serie 2000 in poi. Un processore precedente, anche se ancora potente per l'uso quotidiano, resta fuori.

TPM 2.0: perché conta per la sicurezza reale

Il TPM (Trusted Platform Module) è un piccolo chip di sicurezza, spesso già presente ma disattivato, che protegge le chiavi crittografiche del PC da manomissioni fisiche o software. In pratica: rende molto più difficile rubare dati sensibili anche a chi ha accesso fisico al computer. Molti PC prodotti dal 2016 in poi lo hanno già a bordo, ma va attivato manualmente dal BIOS o UEFI, perché di fabbrica spesso è spento.

Secure Boot: cosa protegge davvero

Il Secure Boot verifica che, all'accensione del PC, venga caricato solo software firmato e autorizzato, bloccando malware che tentano di infettare il sistema prima ancora che Windows si avvii. Richiede un firmware UEFI (non il vecchio BIOS legacy) e va abilitato dalle impostazioni firmware del PC.

Attenzione alle modifiche al firmwareAttivare TPM e Secure Boot dal BIOS/UEFI è un'operazione sicura se fatta con attenzione, ma varia da produttore a produttore. Se non ti senti sicuro a intervenire da solo sul firmware del PC, fatti aiutare da un tecnico piuttosto che procedere alla cieca.

Il tuo PC non è compatibile: cosa puoi fare

Se PC Health Check restituisce un esito negativo, non è detto che la soluzione sia comprare un PC nuovo. Ci sono più strade, a seconda di cosa manca.

  • Manca solo TPM 2.0 attivo: spesso il chip c'è già ma va solo abilitato dal firmware UEFI del PC.
  • Il processore non è in lista: esiste un percorso di installazione su hardware non ufficialmente supportato, documentato dalla stessa Microsoft, ma senza garanzia di aggiornamenti futuri.
  • Il PC è troppo datato per qualunque intervento: restare su Windows 10 fino a fine supporto, oppure valutare un upgrade hardware mirato, sono le opzioni più sensate.

Non affrontiamo qui nel dettaglio l'installazione su hardware non supportato: è un percorso con implicazioni da valutare caso per caso, che approfondiamo in una guida dedicata nel nostro hub Windows 11.

Conclusioni

Prima di qualunque aggiornamento a Windows 11, il primo passo è sempre lo stesso: verificare la compatibilità reale del tuo PC con PC Health Check, non fidarsi a occhio dell'età del computer. Da lì saprai con certezza se procedere con un aggiornamento diretto, un intervento sul firmware, o valutare altre strade.

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