Il sito deve essere già pulito: questa guida presume che tu abbia già rimosso l'infezione. Se non l'hai ancora fatto, parti dalla guida su sito WordPress hackerato o reindirizzato prima di richiedere qualsiasi revisione.

Hai passato ore a ripulire il sito da un'infezione, ma Google continua a mostrare ai visitatori l'avviso "Il sito prima di questo contiene programmi dannosi". Se vedi questo, niente panico: l'avviso non sparisce automaticamente dopo la pulizia, va richiesta esplicitamente una revisione, e nella maggior parte dei casi la rimozione arriva entro pochi giorni se il sito è davvero pulito. In questa guida vediamo come verificare lo stato reale del sito, come richiedere correttamente la revisione, e quali altre blacklist controllare oltre a Google.

In breve

  • L'avviso compare quando Google Safe Browsing rileva contenuti dannosi sul sito: malware, phishing o redirect nascosti.
  • Prima di richiedere la revisione, il sito deve essere completamente pulito: una richiesta prematura viene quasi sempre respinta.
  • La richiesta si fa da Google Search Console, e la rimozione avviene di solito entro 24-72 ore se il controllo è pulito.
  • Un sito può essere in blacklist su più servizi contemporaneamente (Google, Bing, Norton): ognuno richiede una revisione separata.
  • Se la richiesta viene respinta, significa quasi sempre che l'infezione non è stata rimossa del tutto.
Ogni giorno in blacklist è traffico e fiducia persi

Verifichiamo che il tuo sito sia davvero pulito e gestiamo la richiesta di revisione con Google e le altre blacklist, da remoto o a Roma.

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Verificare lo stato reale del sito

Prima di agire, conviene avere un quadro chiaro di cosa Google vede esattamente. Il Transparency Report di Google Safe Browsing permette di inserire l'indirizzo del sito e vedere lo stato ufficiale: se risulta "Nessun contenuto pericoloso trovato" ma l'avviso continua a comparire nel browser, potrebbe trattarsi di una cache non ancora aggiornata; se invece risulta ancora "contenuto pericoloso rilevato", significa che Google ha ancora tracce dell'infezione da qualche parte.

Assicurati che il sito sia davvero pulito

Questo è il passaggio più importante e più spesso sottovalutato. Una richiesta di revisione su un sito ancora infetto viene quasi sempre respinta, e ripetere richieste fallite non accelera il processo, anzi. Prima di procedere, verifica di aver completato tutti questi punti:

  • Codice malevolo rimosso da tutti i file del sito, non solo da quelli più evidenti.
  • Nessun utente amministratore creato dall'attaccante ancora presente.
  • Password di WordPress, FTP, hosting e database tutte cambiate.
  • WordPress, temi e plugin aggiornati all'ultima versione, per chiudere la falla originale.

Richiedere la revisione da Google Search Console

  1. Accedi a Google Search Console con la proprietà del sito interessato.
  2. Vai alla sezione Problemi di sicurezza nel menu laterale.
  3. Leggi la descrizione dei problemi rilevati: spesso include esempi di URL e il tipo di contenuto dannoso trovato, utile per verificare di aver davvero risolto quello specifico problema.
  4. Spunta la conferma di aver risolto i problemi e invia la richiesta di revisione.
  5. Attendi: nella maggior parte dei casi la risposta arriva entro 24-72 ore, con un'email di conferma se il sito risulta pulito.

Altre blacklist da controllare

Google non è l'unico servizio che mantiene una propria lista di siti pericolosi. Bing Webmaster Tools ha una sezione dedicata per verificare e richiedere la revisione dei siti segnalati come dannosi su Bing e Microsoft Edge. Norton Safe Web e altri antivirus mantengono liste indipendenti, spesso interrogabili direttamente inserendo l'URL sul loro sito, con un modulo separato per richiedere una nuova scansione. Ognuno di questi servizi ha tempistiche e processi propri, indipendenti da Google.

Risolvere i problemi più comuni

1

La richiesta di revisione è stata respinta

Frequente

Rileggi con attenzione gli esempi di URL forniti da Google in Problemi di sicurezza: spesso indicano esattamente quale file o pagina contiene ancora codice dannoso. Ripeti la scansione con uno strumento diverso da quello usato la prima volta, per aumentare le probabilità di trovare ciò che è sfuggito.

2

Il sito non risulta in Search Console ma il browser mostra comunque l'avviso

Potrebbe essere un problema di cache del browser o del DNS: prova ad aprire il sito da un altro dispositivo o rete, e verifica lo stato direttamente sul Transparency Report di Google invece di fidarti solo dell'avviso nel browser.

3

Il sito è pulito ma resta in blacklist su un motore diverso da Google

Ogni servizio (Bing, Norton, McAfee SiteAdvisor) ha una propria procedura di richiesta di revisione indipendente da quella di Google: cerca la pagina dedicata di ciascun servizio e ripeti la richiesta separatamente su ognuno.

Non affrettare la richiestaUna richiesta di revisione respinta non è solo tempo perso: può ritardare l'esame delle richieste successive. Meglio impiegare qualche ora in più per una scansione approfondita prima di inviarla.

Conclusioni

Uscire dalla blacklist di Google dopo un attacco è un processo lineare una volta che il sito è davvero pulito: verificare lo stato, richiedere la revisione da Search Console, e attendere la conferma. Il vero fattore critico è la pazienza nel controllo pre-richiesta: un sito ancora parzialmente infetto che ottiene un rifiuto perde più tempo di uno che aspetta qualche ora in più per una verifica accurata. Ricorda infine di controllare anche le altre blacklist indipendenti da Google, se il traffico del sito passa anche da Bing o da utenti con antivirus attivi.

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